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1. Il viaggio nell’universo inizia da te
Galileo. Il viaggio a bordo delle macchine del tempo dell’astrofisica non poteva che iniziare con lui. Con il suo cannocchiale, il suo gesto visionario di puntarlo verso il cielo e le sue rivoluzionarie osservazioni della Luna, dei satelliti di Giove e delle stelle che formano la via Lattea. Poco più di quattrocento anni fa, queste osservazioni hanno portato il genere umano a vedere più lontano nello spazio e nel tempo, mettendo in moto una spirale di invenzioni e scoperte che continua ancora oggi. Soggetto, testi e produzione di Lucia Bucciarelli. Supporto editoriale: Claudia Mignone (INAF). Crediti musiche: Pixabay. Crediti audio Apollo 15: NASA. La voce che legge i brani di Galileo Galilei e Italo Calvino è di Stefano Parisini.
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12. Soluzioni acrobatiche a problemi irrisolvibili (parte 1)
Tutto è pronto per le sette del mattino di domenica 3 settembre 2006. Direttori, politici e giornalisti sono in attesa di assistere a un grande finale: lo schianto della prima missione dell'Esa sulla Luna. Ma c'è un problema. Qualcuno si accorge che Smart-1 si schianterà contro una montagna che nessuno aveva visto, sei ore prima. Come fare per evitarla? Questa è una delle due storie che racconteremo nella prima parte di “soluzioni acrobatiche a problemi irrisolvibili”. La seconda? Tre indizi a riguardo: eliosfera, Giove, trottola. Con i racconti di Paolo Ferri. Musiche: “Contagion”, Scott Buckley; “Sneaky Snooper”, instrumental brother
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11. Hubble, un telescopio miope alla nascita
Il telescopio che ha portato le immensità e le bellezze del cosmo agli occhi di tutti. Che ha fatto brillare il buio più profondo trovando luci, stelle e galassie ovunque. Che ha immortalato le esplosioni più estreme e le nebulose più colorate. Il tutto, con uno specchio della forma sbagliata. Come ci è riuscito? Grazie a un gruppo di coraggiosi astronauti che sono andati fin lassù, in orbita a 500km sopra la Terra, a portargli un paio di occhiali per correggere l’imprevisto difetto di fabbricazione. Così Hubble invece di finire come un flop tecnologico è diventato lo strumento più prezioso di sempre. Lo raccontiamo, in questo episodio, assieme ad Antonella Nota, astronoma all’International Space Science Institute. Musiche: “Contagion”, Scott Buckley; “Sneaky Snooper”, instrumental brother
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10. Tre ore per salvare Integral
Sopravvivere nello spazio senza propulsori, e facendo le capriole regolarmente per scaricare le ruote di reazione. E pure senza possibilità di rifugiarsi, in caso di problemi, in un safe mode. Lo fa da circa quattro anni il telescopio spaziale Integral, che dopo una catena di eventi cominciata nel 2015 ha adottato questa modalità di funzionamento ingegnosa e alternativa, che lo sta brillantemente portando a fine carriera. Con il racconto, la sofferenza e la soddisfazione, di Andreas Rudolph e Richard Southworth, del centro di controllo missioni dell’Esa. Musiche: “Contagion”, Scott Buckley; “Sneaky Snooper”, instrumental brother
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9. Tre giorni senza Xmm-Newton
Un telescopio a raggi X da manuale. Venticinque anni di onorato servizio senza mai disturbare, raccogliendo una mole di dati tale da non riuscire a usarli tutti. Lui è Xmm-Newton, un telescopio spaziale di proprietà congiunta fra Esa e Nasa. Tutto perfetto, tranne un piccolo incidente durato tre giorni nel 2008, nove anni dopo il lancio. E siccome noi di Houston non perdoniamo niente, ne parliamo con Paolo Ferri in questo episodio, con una pillola sull’astronomia X di Stefano Ettori. Musiche: “Contagion”, Scott Buckley; “Sneaky Snooper”, instrumental brother
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8. Juice, due settimane per aprire l’antenna
Lanciato nell’aprile 2023, Juice raggiungerà Giove e le sue lune ghiacciate nel 2031. Pochi giorni dopo il lancio, un’operazione imprescindibile e delicatissima per i suoi scopi scientifici: aprire la lunghissima antenna radar Rime, ripiegata su sé stessa in quattro segmenti su entrambi i lati del satellite. L’antenna, però, è bloccata su uno dei due lati e non vuol saperne di aprirsi. Bisogna scaldarla? Bisogna procedere con le maniere forti, o è sufficiente scuotere un po’ il veicolo spaziale? Due settimane per decidere e provarci, rischiando di compromettere uno degli strumenti di punta della missione. Con Ignacio Tanco, ingegnere dell’Esa e space operations manager di Juice. Musiche: "Contagion", Scott Buckley; "Sneaky Snooper", instrumental brother
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7. Eureca, quattro tonnellate e mezzo di problemi
Se si dovesse pensare a un’esercitazione ad hoc per raccogliere tutti i problemi che possono accadere durante una missione spaziale, non si riuscirebbe a fare meglio di quanto abbia già fatto Eureca. Partita all’inizio degli anni ‘90 e trasportata in orbita da un equipaggio di astronauti a bordo di uno Shuttle, in undici mesi di vita Eureca ha subito un bilancio impietoso fra guasti e rotture. Non da ultima, la vicenda del suo recupero in orbita, con un’antenna che non voleva ripiegarsi e un astronauta appeso per i piedi in attesa dell’arrivo di un comando da terra. Con i racconti di Paolo Ferri. Musiche: "Contagion", Scott Buckley; "Sneaky Snooper", instrumental brother
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6. Mars Express: un safe mode tira l’altro
La prima volta dell’Esa verso Marte: sei mesi di crociera, sei mesi di odissea. Una sonda che risponde (giustamente) ai continui imprevisti spegnendosi e mettendosi in attesa, e una squadra di ingegneri e responsabili di missione, sulla Terra, che ha dovuto inventare risorse e soluzioni, per non perderla nello spazio. Dei presupposti che mai avrebbero fatto pensare di poter festeggiare i vent’anni in orbita marziana, alla fine del 2023. Con i racconti di Paolo Ferri. Musiche: "Contagion", Scott Buckley; "Sneaky Snooper", instrumental brother
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5. Philae: goffo, impacciato, drammatico, epico
Un lander grande come una lavatrice che doveva compiere un’impresa senza precedenti: atterrare sulla cometa Churyumov-Gersimenko, dopo aver viaggiato a rimorchio della sonda Rosetta per dieci anni. In maniera a dir poco rocambolesca, Philae è rimbalzato e rotolato almeno due volte, incastrandosi infine in un crepaccio gambe all’aria. Ci sono voluti anni per ritrovarlo. Con i racconti di Paolo Ferri. Musiche: "Contagion", Scott Buckley; "Sneaky Snooper", instrumental brother
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4. Rosetta: tutti gli strascichi di un cambio destinazione
Doveva partire un anno prima, doveva raggiungere un’altra cometa. Comincia così la storia della sonda Rosetta, con un cambio destinazione che ne ha segnato la storia. È arrivata troppo vicina al Sole, ha rischiato di spegnersi definitivamente dietro Marte, e di non accelerare a sufficienza per raggiungere la cometa. Con i racconti di Paolo Ferri e Andrea Accomazzo. Musiche: "Contagion", Scott Buckley; "Sneaky Snooper", instrumental brother